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Morte e distruzione per i cristiani in India. Sono 14 le vittime delle violenze contro i cristiani nello stato orientale di Orissa, secondo la diocesi di Sambalpur. Più di quaranta le chiese bruciate, di cui una decina pentacostali e battiste, tre conventi cattolici, cinque ostelli, sette centri pastorali e circa 300 case date alle fiamme o danneggiate. «Per domani è stata convocata una riunione dei capi religiosi delle confessioni cristiane, musulmani e indù a Sambalpur, per discutere della situazione e come riappacificare le comunità», ha detto alla agenzia di stampa Misna padre Alphonce Toppo, segretario del vescovo di Sambalpur. Nonostante il dispiegamento della polizia, la situazione resta tesa, soprattutto nelle zone rurali, dove le forze dell’ordine non arrivano, ha detto il religioso. Alphonce Toppo ha poi aggiunto: «Siamo molto preoccupati per gli sfollati, difficile dire quanti siano, che per fuggire dalle violenze sono scappati nelle foreste, e sono lì da quattro giorni senza cibo né acqua. In quelle zone la foresta è molto fitta e neanche la polizia sa bene come trovare e riportare indietro queste persone», mentre le autorità locali stanno prendendo i primi provvedimenti per creare centri di accoglienza. Le violenze dei gruppi radicali indù Vhp (Forum mondiale indu), Bajaral Dal e Rss (Corpi volontari nazionali) sono state condannate da più rappresentanti politici dell’opposizione, ma nessuna aperta condanna è finora giunta da capo dell’esecutivo dell’Orissa, Naveen Patnaik, il cui partito di governo è alleato nel Bharatiya Janata parti, partito nazionalista indù vicino ai movimenti radicali.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78440
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Nessuna cerimonia di inaugurazione per il quarto ponte sul Canal Grande. Per mettere a tacere le polemiche, il Comune di Venezia ha deciso infatti di rinunciare all’inaugurazione del ponte di Calatrava prevista per il 18 settembre alla quale aveva invitato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La decisione è stata presa durante una riunione con il sindaco Massimo Cacciari e l’assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz, convocata dopo le polemiche scoppiate in seguito al mancato completamento nei tempi previsti dell’ovovia per consentire l’accesso ai disabili. Ma il nuovo ponte è da tempo al centro delle polemiche e An aveva già annunciato una manifestazione di protesta in occasione della cerimonia di inaugurazione «per far conoscere nel dettaglio a Napolitano» quello che considera «un monumento alla cattiva amministrazione e allo sperpero dei danari della legge Speciale per Venezia». «Per mettere a tacere le strumentalizzazioni e le speculazioni non ci sarà nessuna inaugurazione – spiega l’assessore Rumiz – Io del resto sono poco interessata alle cerimonie e ai nomi e molto invece alla realizzazione effettiva delle opere. È però un’ occasione mancata anche per affrontare la questione dell’accessibilità a tutti». Il quarto ponte sul Canal Grande verrà dunque aperto ‘in sordina’ e in una data ancora imprecisata: «Potrebbe essere il 18 settembre, ma anche il 17 o il 19», si limita a dire l’assessore.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78358