Elsingapore’s Weblog


Il fallimento di Tremonti – Economia
Settembre 17, 2008, 6:19 pm
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fallimento,tremonti,ecmy newNell’affrontare la vicenda Alitalia, il ministro Tremonti ha commesso un grave errore, concettuale e politico, emerso chiaramente ieri con la rottura delle trattative e il sostanziale ritiro della Cai, motivato dal rifiuto dei sindacati di accettare un piano “prendere o lasciare” dai pesantissimi costi occupazionali. Tuttavia, il disastro che si sta consumando ci racconta molto più degli episodi di una singola vicenda, sia pur costellata di responsabilità individuali e collettive che è giusto analizzare. Ci racconta il frutto dell’Italia descritta dal nostro direttore nel suo editoriale d’esordio, un’Italia in cui il senso di un destino comune, condiviso da tutti indipendentemente dalla propria condizione sociale, economica, familiare, è assente. La vicenda Alitalia ha il merito perlomeno di mostrare quale sia la conseguenza del costante prevalere di interessi settoriali e di corporazione, in una società dove i difetti degli altri sono sempre la causa ultima del problema specifico, dove le piccole e grandi rendite sono rimaste l’unica cosa per la quale val la pena battersi. La conseguenza è il fallimento. A mio parere, il miglior simbolo della giornata di ieri è la foto che ha campeggiato a lungo sul sito de l’Unità, una elegante hostess con un cartello: «precaria da otto anni, scado il 31 ottobre, esubero non conteggiato». Molti dettagli attorno al piano Alitalia sono rimasti non chiariti, ma tra i tanti quello del numero dei lavoratori con contratto a termine che non fanno parte di alcun piano occupazionale, e che spesso non accedono ad alcun ammortizzatore sociale, è il più significativo perché individua chi, in questa Italia, sta pagando il prezzo più alto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78957 sonomia



La Cgil a Berlusconi: inaccettabili le sue parole
Settembre 17, 2008, 5:12 pm
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cgil,berlusconi,inaccegreat n La Cgil giudica «inaccettabili» le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul ruolo della confederazione di Corso d’Italia nella trattativa per il salvataggio di Alitalia e chiede più rispetto dal parte del premier. Lunedì sera a ‘Porta a Porta’ Berlusconi aveva detto: «Non voglio essere malizioso, ma in diverse fasi della trattativa che abbiamo seguito finora ci sono stati interventi, per esempio del capo della Cgil, che parevano molto influenzati dalla politica». La segreteria della Cgil considera «inaccettabili e non consone all’alto ruolo che ricopre le dichiarazioni del presidente del Consiglio, onorevole Silvio Berlusconi, in riferimento alla Cgil, al suo segretario generale e al ruolo che l’organizzazione sta svolgendo nella trattativa per salvare l’Alitalia». In una nota, il sindacato guidato da Guglielmo Epifani «conferma il proprio impegno a evitare il fallimento della compagnia e a operare perchè la nuova Alitalia possa avere un futuro degno di una vera compagnia aerea, salvaguardando al meglio delle possibilità qualità e quantità dell’occupazione e garantendo rispetto e dignità per i lavoratori – conclude il comunicato – nel quadro di un’organizzazione efficiente, nel quale gli azionisti privati partecipino con investimenti adeguati e senza fini speculativi». I problemi posti in queste settimane sono problemi che non possono essere ‘buttati in politicà.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79054 ewsttabili,sue,parole



L’angelo dei pattini ucciso a 9 anni da un ubriaco
Settembre 7, 2008, 1:37 pm
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da TriesteTra due settimane, il 21 settembre, avrebbe compiuto dieci anni. E Davide Bressan già si immaginava di volteggiare sulla pista nei campionati mondiali di pattinaggio artistico. Sì, perché fin da piccolino aveva dimostrato di saperci fare e alla Jolly di Trieste avevano capito subito che su quel campioncino in erba si poteva contare. Poi, l’altro pomeriggio, succede che quel dannato pallone da calcio scavalchi la ringhiera e finisca in strada. Davide lo rincorre, come farebbe qualsiasi bambino, ma non fa neanche in tempo a raggiungerlo quel pallone. Marzio S., 34 anni, sta guidando la sua Chrysler con più di un grammo di alcol per litro di sangue: quanto basta perché, per legge, possa essere definito ubriaco. Non va fortissimo, a 50 all’ora, ma via Costalunga in quel tratto si restringe e da tempo gli abitanti invocano i dissuasori per costringere gli automobilisti a rallentare. Davide corre fuori, l’automobilista non fa neanche in tempo a toccare i freni, la Chrysler lo investe e lo uccide, a pochi passi dalla casa dei nonni dove stava giocando.Succede tutto in pochi secondi: Davide che esce e corre in strada, la macchina che lo centra in pieno e lo sbalza una quindicina di metri più avanti. Un vicino di casa chiama subito il 118 e l’ambulanza arriva praticamente in tempo reale. Ma per il piccolo Davide non c’è più niente da fare. E proprio quando i medici stanno ormai constatando la morte del bimbo, arrivano la madre e la sorella.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288634



È l’ora di ripartire anche dai vecchi patronati stile Dc
Settembre 7, 2008, 1:01 pm
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Concordo che la Cultura sia stata sub-appaltata alla sinistra per troppo tempo e che sia giunta l’ora per tutto il centro-destra di riappropriarsi, piano piano, del terreno perso nella società nei settori seguenti:1) Cultura. Dopo aver visto gli spettacoli offerti dai vari Comuni e dalla Provincia di Genova nei mesi di luglio ed agosto, posso dire che abbiamo toccato il fondo, con spettacoli in mano a persone dei centri sociali e comunque di qualità scadente come «L’altra storia di C. Colombo» o «Boccaccio».Per questo è necessario che il centro-destra si impegni a fondo in questo settore da cui è uscito da decenni, con i risultati che vediamo! Non possiamo dare la colpa agli «altri» che hanno occupato uno spazio dove non c’era nessuno; la colpa è sempre degli assenti.2) Scuola. I genitori moderati non dovrebbero più «marcare visita» ai consigli di classe e di istituto (finché tali baracconi resteranno operativi) altrimenti non si possono lamentare se la scuola si trova in mano a «docenti democratici», «genitori democratici», «studenti democratici» e «personale non docente altrettanto democratico».Cito solo il caso di un istituto tecnico dove un’insegnante di lingue utilizzava la cattedra per comizi; i genitori si lagnavano, ma nessuno faceva nulla finché un bel giorno scrivemmo al Giornale, Erika Falone fece un bell’articolo che girò in fotocopia per tutta la scuola a cominciare dal «preside democratico» e da allora la professoressa in questione insegna la sua materia senza comizi non richiesti!Non basta «mugugnare», avere paura di ritorsioni, non esporsi ma occorre «Fare»!3) Patronati e volontariato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288791



Il centro neofascista che vuole occuparsi di problemi sociali
Settembre 7, 2008, 12:10 pm
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da Milano«Cuore nero» avrebbe dovuto essere inaugurato un anno fa. Un incendio doloso dei locali, un tempo negozio di lapidi mortuarie, costrinse la «cosa nera» a ritrovare finanziatori e, soprattutto, a dotarsi di sistemi di telesorveglianza. La nuova sede del circolo della destra radicale ora è dotato di vetri antisfondamento e telecamere piazzate in punti strategici che vigilano 24 ore su 24. A sostenere «Cuore nero» sono, secondo le ricostruzioni che il comitato permanente antifascista ha presentato alla Prefettura di Milano e alla Questura, ex esponenti dei Nar e di Terza Posizione.In prima fila c’è il commercialista Lino Guaglianone – che, negli anni Ottanta, finì dietro le sbarre con l’accusa di partecipazione a banda armata – e il romano Gabriele Adinolfi che, al rientro della sua latitanza all’estero, ha dato vita al centro sociale Casa Pound e gestisce il sito «no.reporter». Insieme ai due ex terroristi, a sostenere «Cuore nero» è anche l’imprenditore Roberto Jonghi Lavarini e il capo degli shinkhead milanesi Alessandro Todisco, già condannato per «istigazione all’odio razziale». L’obiettivo del circolo è di «essere luogo di aggregazione per molte iniziative sociali» tra cui «uno sportello di consulenza gestito dall’Ugl» ma il sindacato confederale della destra si è affrettato a smentire ogni collegamento.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288611



Perché Raikkonen parte sempre penalizzato?
Settembre 7, 2008, 11:50 am
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C on una McLaren più rapida della Ferrari anche a serbatoi pressoché vuoti (0,25% di vantaggio in Q2, contro 0,32% in Q3), non è il caso di insistere sulle spiegazioni tecniche basate sui pesi, nel sorprendente confronto di Francorchamps, nonostante l’alta domanda di questo circuito, con oltre 0,036” di perdita al giro per ogni chilo di appesantimento. Per gli uomini di Maranello non ci sono scusanti valide, se non per pochissimi litri in più, per la curva larga (Les Combes) di Raikkonen e per gli assetti prescelti, con pneumatici d’un soffio più duri dell’anno scorso, nel passaggio da «soft-medium» a «medium-hard». Sicuramente, i tecnici confidavano in temperature ambientali leggermente più alte e si aspettavano differenze minori dal gradino inferiore delle mescole.
Anche le velocità di punta ne hanno un po’ risentito e ciò significa che esistono ancora piccoli spazi di miglioramento, per le scelte definitive da gara. Piuttosto, non si capisce come mai un Raikkonen che in Q2 ha inflitto lo 0,09% a Massa, a pari condizioni, si sia buscato in Q3 lo 0,29% di ritardo, più del suo errorino, con due giri in meno. E qui la sola spiegazione sarebbe legata al divario di carburante per il primo tratto di gara: circa una decina di chili in più. Alla faccia della tanto sbandierata uguaglianza di trattamento che, salvo un paio di situazioni, non è mai affiorata dal calcolo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288704