Poteva finire in tragedia la rapina avvenuta venerdì mattina in una tabaccheria di via Oliva, a Genova. Un giovane si è fatto consegnare l’incasso minacciando la titolare con un coltello. La donna, di 61 anni, ha cercato di raggiungere l’uscita per gridare aiuto, ma è stata raggiunta dal giovane che l’ha spinta violentemente a terra e ferita ad una mano con il coltello prima di fuggire a piedi con parte dell’incasso. La donna è stata soccorsa dai paramedici del pronto soccorso dell’ospedale di Sestri Ponente. Oltre allo choc per l’aggressione è stata medicata alla mano, ma il rapinatore poteva colpirla in mniera più grave.Altra aggressione è avvenuta, quasi nelle stesse ore ai danni del titolare di una farmacia, un uomo di 48 anni, derubato in via Sestri a Genova, dell’incasso che stava portando in banca, per un totale di 8.500 euro. Evidentemente il suo aggressore sapeva di agire a colpo sicuro. Secondo quanto ricostruito, un giovane, poi fuggito a bordo di uno scooter guidato da un complice, gli ha strappato dalle mani il sacchetto con all’interno l’incasso del giorno precedente. Malviventi in azione anche nello spezzino dove due piemontesi di 36 e 23 anni residenti rispettivamente in provincia di Torino e in provincia di Asti, sono stati arrestati dai carabinieri che li hanno colti in flagrante mentre forzavano la porta di ingresso di una casa a Beverino. Quando i militari hanno loro intimato l’alt, i due sono scappati a bordo di una Golf cercando di investire un maresciallo, che è riuscito a scansarsi riportando lievi lesioni, ma la loro corsa è terminata contro un palo della luce in seguito a una sbandata.
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Cinque nomadi, tra i 14 e i 46 anni di età, sono state arrestate dai carabinieri della stazione San Lorenzo in Lucina per furto aggravato. In particolare, 3 slave, di 14, 16 e 20 anni, provenienti dal campo rom di Castel Romano sono state bloccate dai militari in piazza Fontana di Trevi: le immigrate avevano appena rubato il portafogli a un turista statunitense di 62 anni. La maggiorenne è stata portata nel carcere di Rebibbia.
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Fiat e l’americana Cummins hanno deciso lo scioglimento delle due joint venture nel campo dei motori diesel. Cummins ha ceduto la sua quota in European Engine Alliance, partnership a tre con Iveco e New Holland. Fiat Powertrain Technologies avrà il pieno controllo sulla gestione di Eea. Inoltre Cummins ha concordato di acquisire la quota del 50% detenuta da Cnh nella Consolidated Diesel Corporation, una joint venture costituita nel 1980 tra Cummins e Case. Secondo una nota diffusa dalla Fiat, lo scioglimento delle due joint venture con Cummins rafforza il ruolo di Fiat Powertrain (Fpt). Per l’amministratore delegato Alfredo Altavilla «questa operazione conferma la strategia di Fiat Group di rafforzare ulteriormente le proprie competenze nel campo dei motori e delle trasmissioni sotto la guida di Fpt». Il controllo totale di Eea «permetterà» a Fiat Powertrain Technologies di sviluppare la nuova generazione di motori Nef. «Allo stesso tempo Fpt ha già avviato la graduale sostituzione dei motori Cdc attraverso la valorizzazione del suo nuovo portafoglio prodotti», aggiunge Altavilla.
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da Bogotà«Ci vuole una grande spiritualità per non scivolare nell’abisso». In alcune interviste concesse prima della sua partenza per Parigi Ingrid Betancourt ha riferito ulteriori particolari del calvario durato oltre sei anni. L’ex ostaggio ha ammesso di aver pensato al suicidio a causa delle «torture, vessazioni ed umiliazioni» subite durante la prigionia nelle mani delle Farc: «La morte è il più fedele compagno di un ostaggio. Noi vivevamo con la morte… e la tentazione ci accompagnava sempre» . L’ex candidata alla presidenza colombiana ha detto che, nel corso della lunga prigionia, ha passato tre anni «con le catene addosso, 24 ore su 24» ed è stata trattata «come un cane». «Ci sono stati momenti di grande crisi, di grande durezza, di vere e proprie sevizie». La dimensione spirituale della sua esperienza sembra aver accompagnato Betancourt lungo tutta la prigionia, spingendola a pregare regolarmente. Nel raccontare la sua ultima giornata da ostaggio, l’ex senatrice ha ricordato come la prima cosa che ha fatto, dopo essersi svegliata alle quattro del mattino, è stato recitare il rosario. L’ex ostaggio, ha moltiplicato le dichiarazioni sulla fede nelle ore successive alla sua liberazione. Al polso portava un rosario di fabbricazione artigianale, con il quale pregava nella giungla. Fra le cose peggiori per Ingrid c’erano le marce forzate e la mancanza di medicine: «è terribile dover marciare per ore, con i vestiti umidi, permanentemente maltrattati, nel buio totale e quasi sempre sotto la pioggia», ha raccontato, aggiungendo che «mi sono ammalata di cose semplici, che si risolvono con trattamenti facili -diarree, vomiti, ulcere- ma la guerriglia mi proibiva ogni assistenza, e questo ha fatto sì che in vari momenti mi sono resa conto di essere in condizioni gravi», ha sottolineato Betancourt, prima di ringraziare nuovamente uno dei suoi compagni di sventura, William Perez.
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Il presidente della Regione e il commissario straordinario per la sanità avranno lo stesso volto e lo stesso nome. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, che ha messo nelle mani di Piero Marrazzo i poteri necessari per attuare il piano di rientro e guarire le mille ferite del settore. E la cura non sarà certo a base di cerotti e di bende, visto che il governatore del Lazio ha chiesto trasferimenti per cinque miliardi di euro per ripianare il deficit, che oggi ammonterebbe a circa dieci miliardi, praticamente il doppio. Proprio il sostanzioso movimento di fondi collegati alla nomina ha spinto Gianni Alemanno a parlare di un «atto molto importante», che «permette di sbloccare i flussi di cassa» e di portare benefici evidenti non solo a livello regionale, ma fino in Campidoglio. Non a caso tale provvedimento era nell’aria già da un po’ di tempo, da quando cioè il governo aveva eliminato per decreto l’incompatibilità della carica ad acta con quella di amministratore regionale.Ieri Marrazzo, dopo i colloqui con i ministri Tremonti e Sacconi e tutto il Cdm, ha scelto la via della prudenza e non si è sbottonato più di tanto, optando per una posizione interlocutoria «in attesa di leggere il provvedimento». Chi invece il documento lo ha letto subito è il senatore Cesare Cursi: «È la sintesi di tre anni di fallimenti – ha commentato – ci sono voluti dodici punti per elencare tutti gli aspetti su cui ora bisogna intervenire».
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Dal 15 luglio al via il piano di manutenzione stradale straordinario del Comune per riqualificare la viabilità cittadina. Illustrato ieri dal sindaco Alemanno e dall’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera, il piano prevede interventi su manto stradale, segnaletica, caditoie e marciapiedi a partire dalle 600 strade classificate come «Grande viabilità» e si articola in 3 fasi. La prima tranche (30 milioni) partirà subito, la seconda (25 milioni) fra settembre e ottobre, l’ultima (80 milioni) nel 2009. A questi interventi straordinari se ne aggiungeranno altri (2 milioni 550mila euro al mese) destinati a potenziare la manutenzione ordinaria. «I fondi sono interni al maxi-appalto già affidato dal Comune a Romeo gestioni e Vianini – spiega Alemanno – Non ci saranno nuove erogazioni da parte del Comune. Si tratta di utilizzare al meglio le risorse finanziarie già stanziate». I primi interventi (da metà luglio) interesseranno il manto di via S. Marco, piazza dell’Ara Coeli, via L’Aquila, viale De Nicola, viadotto Antonio Segni, via Laurentina, via S. Martino della Battaglia, via Solferino, via Nazionale. Più complessa l’azione di recupero in piazzale Labicano, piazzale Porta Maggiore, piazza delle Cinque Lune, via Pastrengo, viale Pretoriano, con l’applicazione di lastre di basalto sui marciapiedi e di pedane per la fermata dei tram. Il piano prevede da fine agosto il rifacimento del tratto più urbanizzato di via di Castel di Leva, dove sono già in corso i lavori da via della Cecchignola a Laurentina.
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Aumentano i reati denunciati nel Lazio. Una crescita che, nel 2007, è stata del 4,2 per cento rispetto all’anno precedente. In dettaglio, si è passati dalle 320 mila denunce del 2006 alle oltre 333 mila del 2007. Lo attesta sempre il rapporto Eures 2008 sullo stato delle province del Lazio, promosso dall’Upi Lazio e presentato ieri a Palazzo Valentini. Aumentano, dunque, i reati denunciati nel Lazio, una soglia che però non supera la media nazionale che nel 2007 ha invece raggiunto un incremento pari al 5,2 per cento. A livello provinciale solamente Rieti registra una diminuzione dei crimini denunciati (-3,5 per cento sul 2006, con 4422 reati denunciati), mentre i più forti incrementi si rilevano a Latina (+16,3 per cento, con 25.168 reati) e a Frosinone (+12,7 per cento e 14.699 reati). Più contenuta è la crescita della criminalità a Viterbo (+5,2 per cento e 11.236 reati denunciati) e a Roma (+2,9 per cento, con 277.517 reati, pari all’83,3 per cento del totale regionale). Considerando l’indice di criminalità, nel 2007 la provincia capitolina conferma il valore più alto (con 69,2 reati ogni 1000 residenti, a fronte di 60,6 nel Lazio e di 49,3 in Italia); inferiore la pressione criminale a Latina (con 47,6 delitti denunciati ogni 1.000 abitanti), seguita da Viterbo (36,8), Frosinone (29,9) e Rieti (29,9). Tra le diverse fattispecie di reato, le rapine (5.631 nel Lazio nel 2007) registrano gli aumenti più significativi (+17,8 per cento nella regione rispetto al 2006, a fronte di +1,4 per cento in Italia).
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Parte oggi la seconda edizione di Operazione Soundwave, il programma di Mtv Italia e Coca Cola dedicato agli artisti esordienti della scena musicale italiana, in onda su Mtv alle ore 17 e condotto da Carolina Di Domenico. Il premio finale per la band vincitrice sarà un contratto in esclusiva con l’etichetta Sugar e la possibilità di suonare al concerto Coca-ColaLive Mtv. La giuria, formata da esperti del settore musicale come Roberto Gentileschi, e Kris & Kris, sceglierà il vincitore assoluto.
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Nell’ambito dell’ottimo programma di Brianza Open Festival Jazz, stasera alle 21.30, a Lissone, nell’area antistante il Museo d’Arte Contemporanea, suonerà il «Pietro Ciancaglini Quintet». La formazione condotta dal giovane contrabbassista romano (classe 1975) renderà omaggio al grande Charles Mingus. Ciancaglini, tra l’altro, ha fondato nel 2004 il trio LTC, assieme al pianista Pietro Lussu e al batterista Lorenzo Tucci; formazione che ha registrato l’album «Hikmet», con «feature» del sassofonista americano Mark Turner.
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Il Cda di Credito Emiliano ha deliberato l’aumento di capitale da 250 milioni di euro che dovrebbe essere avviato all’inizio di ottobre. Lo comunica una nota dell’istituto emiliano spiegando che l’operazione è finalizzata a mantenere i coefficienti patrimoniali di vigilanza «più che adeguati anche nell’attuale fase di sviluppo territoriale che il gruppo Credem sta realizzando attraverso operazioni di acquisizione di sportelli bancari e reti distributive». Si tratta della prima tranche di una più ampia delega per un aumento di capitale da 500 milioni di euro per un periodo fino a cinque anni.
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